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Documento senza titolo

"Prendiamo il disclaimer di FaceBook, ci togliamo ogni limitazione al linguaggio e alle immagini da pubblicare. Autorizziamo solo gli utenti che si dichiarano maggiorenni, gli cambiamo il template con colori un po' più notturni con una spruzzatina di rosso, e il gioco è fatto. Vedrai che dopo qualche mese diventiamo milionari!"
Questo dovevano aver pensato i due programmatori canadesi, Daniel La Tour e Paul Balinsky, quando nel novembre 2015 decisero di lanciare Nexy, il primo social network sex-oriented, ribattezzato prontamente SexBook dai media ormai a corto di fantasia.
Al suo esordio Nexy sembrò il social network più innovativo e sicuramente il più attraente per tutti gli utenti che ormai consideravano gli annunci nei portali di incontri sexy solo dei paraventi per nascondere il fiorente mercato della prostituzione on-line.
Nel giro di pochi mesi ogni inclinazione sessuale, ogni perversione e devianza fino allora immaginata dalla mente umana, tranne tutte quelle che coinvolgevano minori, persone non consenzienti e prestazioni a pagamento (accuratamente descritte e severamente vietate dal puntiglioso disclaimer considerato esso stesso un capolavoro della pornografia moderna), ebbe il suo popolato gruppo di entusiasti sostenitori. Tanto che molte facoltà universitarie di antropologia chiesero ai responsabili di Nexy di poter analizzare le statistiche anonime del Sexual-Network in modo da definire meglio i confini di quella importante, ma fino allora quasi insondabile sfera delle società umane.
Molti stati americani dalla legislazione particolarmente puritana si ritrovarono costretti a oscurare Nexy, procurando peraltro ottima pubblicità gratuita alla piattaforma. Il successo di Nexy divenne globale e raggiunse il culmine quando i movimenti libertari di tutto il mondo si mobilitarono alla notizia che la Cina aveva alzato nuovamente la sua Grande Muraglia per impedire a milioni di cinesi connessi di accedere al Sexual Network.
Da quel momento in poi tutti i media furono popolati dalle pruriginose cronache di Sexlandia (altro nomignolo dato a Nexy) e dai resoconti delle nascite di gruppi e movimenti che condividevano le abitudini sessuali più bizzarre. Gruppi dall'instancabile voglia di sdoganarsi e che avevano la perniciosa abitudine di organizzare eventi come la Onan Convention di Boston, il CunnyLondon, o la Sodomenica di Milano, solo per calamitare l'attenzione di tutti i media e la riprovazione dei ben pensanti.
Ben presto Daniel LaTour e Paul Balinsky apparvero come i paladini (già straricchi) della libertà sessuale del terzo millennio, ma coll'apparire sempre più frequente nelle pagine di Nexy di pubblicità di prodotti per adulti e di gruppi che nascondevano la promozione di servizi e prodotti pornografici qualcuno cominciò a sospettare che i due scaltri programmatori canadesi non fossero esattamente quello che volevano apparire.
Nel 2017 una "Gola Profonda" (pare quasi banale usare il termine in un simile contesto) un ex-dirigente della Sex Intertainment Co, svelò i retroscena della nascita di Nexy. Quando WireLess Online rese pubblico lo scellerato patto faustiano sottoscritto da LaTour e Balinsky con alcuni grossi network della pornografia mondiale per favorire il successo di Nexy scoppiò il primo scandalo dei social network.
Infatti, in cambio del finanziamento per lo start-up i finanziatori, tre grosse catene della pornografia on-line, avrebbero avuto l'esclusiva della pubblicità sulle pagine di Nexy e l'autorizzazione di aprire gruppi con fini pubblicitari e commerciali, ma soprattutto un accuratissimo database con il quale sarebbe stato semplicissimo incrociare dati riservati inerenti a inclinazioni e attività sessuali dei singoli individui con i rispettivi indirizzi IP di provenienza. Praticamente ogni utente di Nexy, nonostante il nick fittizio, veniva riconosciuto da un sofisticato sistema di raffronto dati e schedato, così i suoi dati finivano, nel migliore dei casi, nelle mani di speculatori dello spamming o di venditori senza scrupoli che spesso usavano il ricatto come strumento di persuasione all'acquisto.
Lo scandalo provocò l'immediata chiusura dei server di Nexy e l'arresto di tre magnati della pornografia USA.
La Tour e Balinsky furono arrestati mentre erano in procinto di partire sotto falso nome per le Isola Caiman. Nei loro bagagli fu trovato un Hard-Disk con il database principale di Nexy. Dalle loro confessioni (bastarono dodici ore nel reparto stupratori di una prigione per estorcerle) si scoprì che la loro intenzione era di vendere le informazioni ad un cartello di partiti europei di ultradestra che le avrebbero usate a scopi politici per discreditare oppositori e avversari.
L'FBI distrusse pubblicamente l'hard-disk contenente l'ultima copia esistente del database di Nexy ma rimase sempre il dubbio che quelle delicatissime informazioni su milioni di utenti, fossero già finite da tempo in mani sbagliate.
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