| Social & Open - (storia futura del Social Network 6) |
| Web Design - Internet |
| Scritto da Salvatore Mulliri |
| Lunedì 08 Febbraio 2010 00:00 |
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Grazie a SNOOX i Social Network specializzati, di settore, geografici, monotematici, si diffusero in tutto il mondo mettendo in crisi il predominio incontrastato di FaceBook. I segnali c'erano già stati con il riuscito esperimento di Ning che, dopo l'entusiasmo per il Global-Social, fece capire come l'interesse si stesse spostando verso aree più circoscritte e meno eterogenee, le cosiddette SocialBolle, dove sin dall'inizio gli utenti condividevano abitudini, gusti, provenienza geografica o affiliazione politica. Snoox non offriva niente di più in termini di servizi rispetto agli altri concorrenti. Era anch'esso basato su pagine individuali dove veniva descritto lo stato dell'utente, permetteva aggregazioni, inviti a manifestazioni e eventi, aveva un banale motore di ricerca interno ma un efficiente sistema di messaggistica. Anche SNOOX era perfettamente integrato con i formati multimediali più comuni e i più diffusi sistemi d comunicazione, dalla chat multiutente al VOIP, alla videoconferenza, e aveva integrato il supporto peer-to-peer per lo scambio di file. E non servì certo a spiegare il successo di SNOOX il sistema trasparente e eticamente corretto nella gestione dei dati sensibili. Quello che aveva in più SNOOX rispetto agli altri era una elevatissima capacità di customizzazione del layout grazie ad un pannello di controllo che interveniva direttamente sui fogli di stile delle pagine. Per le migliaia di comunità dalla personalità estremamente definita, SNOOX divenne così la soluzione più efficace per avere il proprio Social Network perfettamente adattato alla propria comunicazione visiva. Questo spiega il successo di SNOOX in alcune aree geografiche ricche di particolarismi locali e di identità culturali differenti, come l'Italia dove trovò molteplici applicazioni. Ad esempio si diffusero a macchia d'olio i social network civici della rete PiazzaGrande, e le SocialBolle delle varie tifoserie calcistiche e politiche. Questo spezzettamento in sfere praticamente autonome e a sé stanti del social network globale era stato previsto dagli inventori di Snoox e sicuramente non andava d'accordo con l'idea di comunicazione senza frontiere del mondo open-source, così i suoi due creatori Ian McLean e Franco Zanda avevano dotato la piattaforma fin dal suo esordio di un modulo chiamato "Contact Zone" grazie al quale, previo accordo degli amministratori di due SocialBolle distinte era possibile il confronto tra gli utenti in una sorta di chat-room ad utenza limitata, ma aperta al pubblico. La Contact Zone fu utilizzata per la prima volta in Italia durante il riappacificamento tra le tifoserie di Milan e Inter dopo i luttuosi eventi dell'aprile 2016. Nella Contact Zone tra le SocialBolle delle tifoserie si sarebbe dovuto celebrare una cerimonia di gemellaggio senonch%eacute; alcune frasi poco rispettose, sfuggite presumibilmente al capo della tifoseria interista, Max Iena (pare riguardo alla recente dipartita del presidente del Milan) fecero degenerare la chat in una sequela di insulti tradotta in quattro lingue. L'evento generò una tale quantità di traffico, causato da appartenenti alle opposte tifoserie ma anche semplici utenti curiosi richiamati da un rapidissimo passaparola, da suscitare l'interesse degli altri media. La Battaglia di Maggio tra la SocialBolla Interista e quella Milanista fu la prima Social War della storia. Ben presto seguita dell'esilarante scontro tra Pisani e Livornesi e da quello più di carattere filosofico tra Cristiani e Atei. Ancora oggi non si è spento l'entusiasmo per questo genere di confronto violento, anche se squisitamente virtuale, tanto che spesso vengono generati conflitti fittizi esclusivamente a scopi di marketing o tra candidati politici di schieramento opposto per attirare l'attenzione dell'utenza internet sempre in cerca di forti emozioni e facili entusiasmi. |


