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di WebDesign e Grafica Digitale
Guerra tra piattaforme - (storia futura del Social Network 1)
Web Design - Internet
Scritto da Salvatore Mulliri   
Domenica 26 Aprile 2009 15:17
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risiko

Morte dei blog

Alla fine del primo decennio del XXI° secolo si diffuse un crescente pessimismo riguardo alle capacità di sopravvivenza di una tipologia di gestione dei contenuti on-line che sino ad allora era sembrata vincente: il Blog

A incoraggiare questa frenesia necrologica furono alcuni fattori non trascurabili, primo tra tutti l'avvento del mangiatutto Facebook e di vari mostriciattoli divora-utenza come Tumblr, MySpace e simili. Il loro successo iniziale sembrò inarrestabile e molti pronosticarono una prematura dipartita del vecchio caro blog.

Le previsioni si basavano sul presupposto che ogni blogger avesse a disposizione una quantità di tempo limitato da dedicare alla pubblicazione e se ne dedusse che la sua scelta finisse per orientarsi verso il metodo di pubblicazione più frequentato e in voga. Meno si pubblicava sui blog, meno utenti li avrebbero frequentati, scatenando un circolo perverso che avrebbe dovuto portare all'estinzione del blog per l'ormai tramontato appeal della piattaforma e il crollo degli investimenti pubblicitari.

Adattamento darwiniano

Nessuno si accorse che in Facebook non c'era niente di inventato appositamente per il cosiddetto "socialweb". Ogni cosa al suo interno era stata accuratamente pensata esclusivamente per quelle comunitè di minchioni perditempo che infestvaano i college americani. L'utenza del web aveva delle esigenze di comunicazione (e di reciproco spompinamento virtuale) non contemplate da altre piattaforme ed ecco che qualcuno aveva improvvisamento scoperto Facebook che frattanto languiva nel suo ambiente di elezione. Facebook permetteva un'utilizzazione non prevista dai suoi realizzatori, con un po' di adattamenti, spingendo un po' qui e un po' lì, utilizzando ad es. il sistema di tagging delle foto di gruppo per creare happening, o i sistemi per riunire le confraternite dei college per costituire gruppi di protesta e di opinione, ecc ecc. Fu come come quando durante l'evoluzione un organo adattatosi per una funzione specifica è servito a fare qualcos'altro (stiamo parlando delle zampe dei mammiferi diventate le pinne per le balene o ali per i pipistrelli, non del sedere umano). Si chiamava adattamento naturale, niente di premeditato. In natura c'era un'esigenza ed ecco che arriva subito una soluzione con quello che c'è a disposizione.

Nonostante tutto il successo di Facebook non condusse il Blog all'estinzione. Se gli osservatori fossero stati un po' più attenti si sarebbero subito resi conto che la popolaritè di FB, peraltro limitata a zone più antropologicamente affini al social-cazzeggio del pianeta, avevano reso il sistema più appetibile per un altro sistema diverso dal terminale internet casalingo.

L'illustre vittima

Le grandi compagnie telefoniche intuirono presto che per portarsi la loro amata piattaforma in tasca sul proprio smartphone economico, gli "addicted" di Facebook e di altri sistemi di social network, eranodisposti ad accollarsi una connessione internet flat portatile. D'altronde come avrebbero potuto fare a meno di pokarsi a vicenda mentre fanno la fila alle poste per ritirare qualche soldo dalla propria Social Card?

Questi furono i primi effetti della guerra tra le piattaforme digitali: la vera vittima del socialweb e di Facebook fu il vecchio SMS che resisteva da decenni e sembrava potesse sopravvivere a ogni moda.

Per pochi anni ancora l'obsoleto Short Message rimase in auge, ma ben presto la moda del Portable Social Web lo soppiantò concludendo un'era di lauti guadagni (con pochissime spese) per le compagnie telefoniche, iniziandone l'altra, altrettanto proficua, degli smartphone Total Connected.

Giè nel 2020 alcuni studi sui comportamenti dell'utente internet indicavano un cambiamento di abitudini. Se questi preferiva andare in giro con il suo smartphone che trillava ad ogni cavolata virtuale mandata via socialweb (con trilli armoniosamente diversi però), tornato a casa si sedeva davanti ad un PC-console–smart TV per sfogare con calma tutte le proprie frustrazioni in un lungo e articolato pippone per bocca del suo avatar nel suo blog-site ad ambienti 3D, sfogo che in svariati modi veniva immediatamente pubblicizzato sul social network di turno in attesa delle legittime e ambite coccole virtuali provenienti da tutta la propria community.

CONTINUA..