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Magic Italy
Grafica e Illustrazione - Grafica per le Istituzioni
Scritto da Administrator   
Giovedì 18 Giugno 2009 14:21
Documento senza titolo
escher

Come al solito quando un uragano scuote la placida vita di quella "flatlandia" che è diventato il mondo creativo italiano, tutti sono pronti a guardare il dito invece che la luna. Il motivo è chiaro, l'occasione è ghiotta, ci sono tanti soldi in ballo e chi entrerà nel losco affare attualmente chiamato "Magic Italy" (parrebbe un'operazione dei Carabinieri) ne uscirà se non migliore, con un bel po' di soldi in tasca e il titolo di Zar di tutti i Furbi.

La presentazione dell'orrida bozza di quel marchio "Magic Italy" che dovrebbe rilanciare l'immagine dell'Italia nel mondo, ha suscitato l'indignazione del popolo di grafici-santi-navigatori che alligna immeritatamente in quella penisola che vide il fiorire del Rinascimento.

I compassati arbitri del gusto sorprendentemente allineati a photoshoppisti di lungo corso hanno gridato come un sol uomo "fuori i nomi!" con tutta la veemenza di chi si è sentito escluso dalla torta.
Così a risolvere tutto, nella solita ordalia dell'immaginazione italica, produttrice in passato di omini-stecco-tricolori, loghi verde-cetriolati e svariati obbrobri che hanno funestato l'immagine dell'Italia in rete, verrà chiamato a gran voce il fatidico Concorso di Idee. Ecco le idee, appunto. È strano che a qualcuno non sia venuto in mente di obiettare che fosse l'idea del marchio ad essere imbecille. Chi compra i più ricercati prodotti italiani (elicotteri, armi portatili, yacht, e fuoriserie) non ha bisogno certo di un marchietto, per essere convinto; è dal '500 che costruiamo con perizia ineguagliata pistole e altri attrezzi per uccidere in maniera veloce e efficiente e ce ne vantiamo pure, per non parlare dei preziosi accessori per signori e signorotti che da sempre sperperano fortune e spadroneggiano incontrastati da queste parti. Chi viene a visitare l'Italia sa benissimo cosa aspettarsi, ovvero maleducazione, ignoranza, sporcizia e cafonaggine. Al più sarebbe utile un cartello al confine con su scritto "Welcome in Italy, sorry for italians." Chi viaggia in Italia deve poter provare quella struggente e tipica malinconia di chi vede posti bellissimi e opere d'arte ineguagliate in mano a un popolo di inquinatori, devastatori di coste e sfregiatori di monumenti. L'estimatore dell'Italia sa benissimo che quella sapida mozzarella di bufala probabilmente proviene dalle terre infestate dalla camorra e incluso nel prezzo c'è quel piccolo insistente sospetto che contenga tracce di diossina verace. L'amante della penisola sa benissimo che quel club esclusivo in riva al mare è stato costruito in spregio a qualunque normativa di impatto ambientale, o che quel sontuoso vestito firmato è stato cucito da manodopera senza assicurazione e malpagata.
Perciò tutto questo "l'avrei fatto meglio io" alla vista dell'etichetta da zampone precotto di "Magic italy", nasconde semplicemente la solita ipocrisia nostrana di fronte alla ghiotta anche se remota prospettiva di vincere un Concorso di Idee, lampante manifestazione di quell'altra autentica passione italica: il concorso a premi, la riffa, il lotto, dove conta solo la fortuna e l'illusione che ad estrarre il numero vincente sarà una mano innocente. Perciò, a guardare meglio, il marchio "Magic Italy", se deve rappresentare l'Italia com'è va già benissimo, se era solo un'esca per attirare l'attenzione e risvegliare la competizione fratricida degli ingenui italici (e senza spendere troppi soldi) va anche meglio.