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E-commerce vuol dire fiducia
Web Design - Siti e-commerce
Scritto da Salvatore Mulliri   
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e-commerce

Così si potrebbe dire parafrasando una pubblicità di formaggini di quando eravamo bambini.
La fiducia, quella forza impalpabile, quella sensazione di sicurezza che ci permette di sfoderare la nostra carta di credito e pagare in anticipo uno sconosciuto che sta dall'altra parte del pianeta per qualcosa che vediamo solo in fotografia.
Da cosa nasce questa fiducia?

Da quando è nato l'e-commerce molti siti che si sono dedicati a questa attività hanno cercato di instillare la fiducia nei potenziali acquirenti tramite panoplie di bolli, bollini e banner che ne certificavano la validità del sistema di transazione sicura, pensando che il potenziale cliente dovesse essere rassicurato continuamente in tal senso. Allo stesso tempo serissimi studi di marketing (purtroppo basati su target d'oltreoceano e fotocopiati) imponevano interfacce affollate da banner lampeggianti e messaggi ammiccanti in sterminati portali a utenti poco avvezzi all'acquisto su internet.

L'effetto che suscitano questi grandi portali dopo qualche minuto di navigazione è quel tipico stordimento che hanno le persone smarrite in un centro commerciale. Davanti alla moltitudine di prodotti e offerte il povero cliente reagisce affidandosi alla reputazione dei marchi conosciuti e al più si sofferma sugli sconti da 3 per 2.

Così l'impellenza dell'acquisto permette di superare l'indecisione, e il nostro senso di colpa conseguente viene messo a tacere non tanto da un solido sentimento di fiducia nei confronti del venditore quanto dalla valutazione del rischio e dal presupposto riduttivo che il luogo virtuale dove acquistiamo, il portale di e-commerce, sia affidabile per il fatto che viene molto frequentato e "tutti" ne parlano bene.

In questo caso paga un web-design imperniato su home-page affollate all'inverosimile con un continuo alternarsi di offerte speciali per dare l'impressione di un luogo dove avvengono molte transazioni, ma con la stessa cura grafica del depliant di un supermercato. Questa tecnica, evidentemente, può avere successo solo con determinati tipi di prodotti e di clienti, ma soprattutto non è adatto all'e-commerce su piccola scala.

Il micro e-commerce è una partita decisamente più difficile.

Introdotto dieci anni fa con il solito eccesso di entusiasmo in una società che al tempo era più vicina a Postal Market e ai bollettini postali che all'uso della carta di credito su Internet, suscitò grandi speranze che si trasformarono presto in altrettanto grandi delusioni. Solo oggi che il mercato interno ha qualche difficoltà qualcuno inizia a pensare che potrebbe essere un ottimo momento per giocare un po' più assennatamente la carta dell'e-commerce per le piccole attività.
Magari con qualche nuova idea.

Cadute le remore dell'utenza italiana sulla transazione tramite carta di credito, le piccole attività che si presentano su internet si trovano di fronte a una nuova esigenza: come crearsi una reputazione di qualità e affidabilità nello sterminato mercato del web?

Il suk di internet, lo sterminato E-bay ha scoperto l'uovo di Colombo: ha messo in piedi un sistema tutto sommato affidabile di gestione della reputazione dei venditori basata sul feedback degli acquirenti. Questo è un ottimo spunto per le piccole attività che decidono di aprire un sito di e-commerce: perché non realizzare siti dove il cliente possa manifestare la propria soddisfazione dell'acquisto tramite commenti e un punteggio di gradimento degli articoli?

Tra tutte le iniziative, più o meno efficaci, di promozione del commercio da parte delle istituzioni, enti regionali e Camere di commercio, non ci potrebbe essere qualche sistema super-partes che certifichi la reputazione e l'affidabilità di un venditore generato da un sistema rigoroso che registri i feedback dei clienti di e-commerce dopo l'acquisto?

Dal punto di vista del web-design per i piccoli siti si dovrebbe smettere di scimmiottare i grandi portali di e-commerce e presentarsi invece con una interfaccia sobria ed elegante, ma non anonima, alla quale accompagnare testi molto curati e ben tradotti, un'interfaccia semplice e intuitiva, ma soprattutto bisognerebbe valorizzare i prodotti con fotografie eccellenti.
Nel caso si tratti di prodotti dal costo elevato
sarebbe il caso di provare a creare delle piccole stanze private di chat col venditore dove l'acquirente possa chiedere delucidazioni sull'articolo, e in ogni caso nella scheda di ogni prodotto darei la possibilità ai visitatori di lasciare commenti e osservazioni. Oltre alla pubblicità derivante dai commenti positivi se ne potrebbero trarre delle ottime indicazioni sulla congruità del prezzo e sulla comprensione della qualità del prodotto percepita dagli utenti.
Niente di più di quello che farebbe un buon venditore che osserva con la dovuta attenzione le reazioni dei passanti davanti alla propria vetrina
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